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Cilento, Capelli di Venere: l’oasi di muschi e cascate che incanta i turisti

La meraviglia della natura in un lavoro di secoli, durante i quali l’acqua scava la roccia, trasforma il territorio, si insinua nella vegetazione per poi dare luogo a spettacoli unici: uno scroscio potente che dimostra come l’ambiente sappia ancora proteggersi. E’ questo che fa dei Capelli di Venere una delle cascate più suggestive del Cilento: si crea dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento, quest’ultimo segue un incredibile percorso sotterraneo fino a risorgere nelle grotte di Morigerati.

Siamo nel cuore verde del Parco nazionale del Cilento, in un’area sotto il patrimonio mondiale dell’Unesco. Così verde da togliere il fiato: per arrivarci basta raggiungere Casaletto Spartano, borgo dell’entroterra del golfo di Policastro e fermarsi in una piazzola che ospita una fontana d’acqua, ad un chilometro dal centro abitato. Tra scale e passerelle di legno si arriva alle cascate, nascoste tra gli alberi, che prendono il nome dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere. Intensi i riflessi dorati in alcuni momenti della giornata, quando il sole colpisce coi suoi raggi l’acqua.

Come raggiungere le Cascate

Casaletto Spartano dista circa 50 chilometri dal Villaggio delle Sirene. Il modo più veloce per raggiungere il borgo e le cascate, è sicuramente in auto. Il viaggio sarà della durata di circa un’ora.

Info e prenotazioni

Per prenotazioni comitive e tettoie in legno contattare i seguenti recapiti i responsabili al 0973374285 int. 6 oppure al 3398369036. C’è anche un indirizzo mail a disposizione dei visitatori: vigilanza@comune.casalettospartano.sa.it. L’Oasi è fruibile dall’1 aprile al 30 ottobre.

 

La biodiversità del Cilento nelle grotte oasi Wwf di Morigerati

L’oasi occupa 607 ettari di natura incontaminata e selvaggia che il Cilento svela verso Sud, nell’entroterra del golfo di Policastro: almeno dieci chilometri di distanza dai borghi di Caselle in Pittari e Sicilì, venti chilometri dal mare, ricordano perché il paese che la ospita si chiama Morigerati.

Un fenomeno carsico secondo in Europa per importanza, una stazione di muschi prima nel Meridione d’Italia, che vanta un record: centinaia di sfumature di verde la rendono il gioiello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Basterebbe questo per descriverla ma c’è dell’altro. L’Oasi Wwf di Morigerati, con la sua natura selvaggia e la sua ricchezza geologica, per un gruppo di giovani sono un eden da trasformare in un luogo di ritiro per gli amanti della vita e dei ritmi lenti.

Il percorso per raggiungerla dal centro abitato si srotola per 900 metri lungo un’antica mulattiera in pietra, incantevole. Giù a valle c’è il fiume Bussento, protagonista di quest’area, perché riaffiora nella grotta a Morigerati, dopo essere scomparso per sei chilometri nelle viscere della terra a Caselle in Pittari.

Dopo una serie di tornanti ecco il primo scorcio felice: un antico mulino in pietra costruito nel 1700 e attualmente funzionante, restaurato da falegnami del posto con assoluta meticolosità.

Un altro punto di particolare spettacolarità è dato dalla grotta del Bussento, tempio imponente di bellezza al quale si accede attraverso un portale di pietra e un percorso attrezzato in legno che permette l’affaccio per godere dello spettacolo unico e incredibile che crea la natura.

• Informazioni utili

Morigerati dista da Marina di Camerota, e quindi dal Villaggio delle Sirene, circa 45 minuti in auto. Qui trovi tutte le informazioni utili per prenotare e magari anche per visitare il centro storico di Morigerati – paese albergo: https://www.grottedimorigerati.it/

Cala Bianca, spiaggia più bella d’Italia. Come raggiungerla

Cala Bianca è selvaggia, immacolata, silenziosa. La spiaggia, incastonata nell’area marina protetta ‘Costa degli Infreschi e della Masseta’, è stata insignita, nel 2013, del riconoscimento di ‘Più bella d’Italia’. Il premio, consegnato da Legambiente, è un vessillo che continua a sventolare su Camerota.

Il suo nome deriva al colore dei sassi e dal fatto che, secondo quanto si racconta, quando i pescatori non avevano la possibilità di attrezzare le imbarcazioni e i gozzi con mezzi tecnologici, utilizzavano la baia, illuminata dalla luna con la luce che rifletteva appunto sui sassi bianchi, come punto di riferimento.

La spiaggia è abbracciata dalla baia del Pozzallo, che ospita la spiaggia e la grotta omonima. E’ raggiungibile a piedi, seguendo un percorso trekking non proprio semplice ma nemmeno impossibile. E’ consigliato servirsi di attrezzatura idonea e di seguire i consigli degli esperti. Oppure, come sono soliti fare la maggior parte dei visitatori, con l’ausilio di imbarcazioni.

I barcaioli di Marina di Camerota, infatti, tutte le mattine, da metà maggio a ottobre, accompagnano i turisti alla scoperta dell’area marina protetta. La spiaggia di Cala Bianca, protetta da particolari vincoli ambientali, non può essere raggiunta direttamente dalle prue delle barche ma sicuramente sarà piacevole tuffarsi in mare a poche decine di metri dalla riva e scoprirla anche in questo modo.

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Spiaggia Calanca

Porto Marina di Camerota